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I Dinosauri di Galve


Quando la passione di una famiglia trasforma un paese in un Parco Paleontologico


di Diana Fattori

 

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A Galve, piccolo paese spagnolo della provincia di Teruel in Aragona, c'era una volta José Maria Herrero, un bambino a cui piaceva osservare la natura. A Galve non c'erano negozi di giocattoli, e il nostro protagonista che amava divertirsi con le biglie, un giorno trovò per caso dei piccoli oggetti di pietra che potevano servire allo scopo. José Maria non sapeva ancora di aver trovato i suoi primi fossili, e non lo aiutò certo il maestro, che definì i nuovi giocattoli   resti di animali morti durante il diluvio universale. Oggi una risposta sarcastica sarebbe di rito, ma stiamo parlando di più di 70 anni fa, che dal punto di vista del discorso evoluzionismo-creazionismo sono un'era geologica.

Di sicuro c'è che senza rendersene conto, José Maria era stato contagiato dalla "febbre dei fossili", quella malattia incurabile il cui unico lenimento è dato da una escursione alla ricerca di fossili da effettuarsi quanto più spesso è possibile (la posologia indicata sarebbe di due volte al giorno, prima e dopo i pasti, ma una recente ricerca ha appurato che non è sempre possibile...).

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Lavorando nel campo di famiglia, José Maria trovò un intero albero fossile, poi il suo primo osso di dinosauro completo. Nel paese era ormai conosciuto come l'uomo strano che cerca cose strane, e il padre lo richiamò per intimargli di smetterla con quella inutile perdita di tempo che gli causava la derisione da parte di tutto il villaggio. Ma José Maria, ormai adulto, non gli dette ascolto. Così nonostante le critiche, ogni mattina, unico uomo in un paese di circa 140 anime, si svegliava consapevole di avere una missione: cercare altri fossili.

Dopo anni di ricerca in solitario, con il tempo coinvolse i suoi figli, e le ricerche di questa equipe paleontologica familiare sono continuate ininterrotte per 50 anni portando alla luce ben 60 giacimenti di fossili vertebrati, alcuni dei quali unici al mondo; la famiglia Herrero ha collaborato alla localizzazione dei giacimenti e agli scavi in numerose campagne sia spagnole che straniere.

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Tutti questi ritrovamenti hanno favorito la creazione di un museo cittadino unico per esemplari esposti, che introduce alle ricchezze del locale Parco Paleontologico, caratterizzato non solo da giacimenti di ossa, ma anche di tracce di dinosauro e di altri resti del passato.

Nonostante l'importanza scientifica di tutti questi fossili, il pezzo forte del museo sono i suoi dinosauri, ed è per vedere questi esemplari che sono arrivata a Galve in una fredda mattina di primavera. Galve si trova a 1188 metri sul livello del mare, il cielo è quello limpidissimo degli altopiani. Arrivo al museo e trovo il portone chiuso. Saltellando su tutte e due le gambe per il freddo, entro nell'unico bar-ristorante-albergo del paese, dove lavora Juan Manuel Herrero, un signore gentile che si offre di telefonare al curatore del museo per farmi aprire.

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Aragosaurus ischiaticus

Il curatore ci raggiunge immediatamente, si chiama Miguel Angel Herrero e, varcata la porta del museo, comincia a spiegarmi con grande entusiasmo che tutti i fossili che vedremo sono stati trovati da José Maria Herrero. La vetrina che attira subito la mia attenzione è quella dei resti di un grosso sauropode, che fu trovato da José Maria alla fine degli anni '50 nel giacimento de Las Zabacheras (Hauteriviano superiore) e fu studiato per la prima volta dal paleontologo francese Albert Lapparent nel 1960. Nel 1987 lo scavo fu ripreso dai paleontologi spagnoli José Luis Sanz, Angela Buscalioni, Lourdes Casanovas e Vicente Santafè, che lo identificarono come Aragosaurus ischiaticus (Aragosaurus significa "rettile di Aragona" e ischiaticus si riferisce al particolare aspetto anatomico dell'ischio) il primo dinosauro ad essere nominato in Spagna. Inizialmente considerato un camarasauro, è stato recentemente incluso nei Titanosauriformi.

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Aragosaurus ischiaticus

Nella formazione Villar de Arzobispo del giacimento di Cuesta Lonsal, negli anni '80 Josè Maria ha trovato resti di un sauropode di grandi dimensioni risalente al Giurassico superiore (Titoniano) il cui solo omero misura 130 centimetri: si tratta del Galvesaurus herreroi (Barco, Canudo, Cuenca-Besos e Ruiz-Omeñaca), il dinosauro giurassico più completo ritrovato in Spagna, che ha ricevuto la sua definizione formale nel luglio del 2005, ben quindici anni dopo la sua scoperta.

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Galvesaurus herreroi

Questi due famosi dinosauri iberici sono solo una piccola parte di quello che Josè Maria e la sua squadra paleontologica familiare hanno trovato nell'area di Galve. Per quanto riguarda gli ornitopodi, sono stati ritrovati resti ossei di quattro famiglie: heterodontosauri, hipsilofodonti, driosauri e iguanodonti, rappresentati da ritrovamenti di numerosi denti, ossa isolate, resti di cranio e due scheletri parziali.
Nel 1982 Estes e Sanchiz identificarono un dente trovato da José Maria nel giacimento Colladico Blanco come appartenente al genere Echinodon sp.
Questo dinosauro appartiene alla famiglia degli eterodontosauri, gli ornitopodi più primitivi, conosciuti principalmente nel Giurassico inferiore dell'Africa, nel Triassico superiore dell'Argentina (Pisanosaurus), nel Giurassico inferiore e superiore del Nord America e dal Cretaceo del Portogallo e dell'Inghilterra. L'Echinodon era un dinosauro di piccole dimensioni, con braccia e mani relativamente più grandi rispetto agli altri ornitopodi.

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Risalenti all'Hauteriviano superiore e al Barremiano inferiore sono stati ritrovati vari denti di hipsilofodonti. Nel giacimento Herrero, formazione Camarillas, ne è stato trovato uno che è diverso da tutti gli hipsilofodonti conosciuti, che rappresenta una certa convergenza morfologica con gli hadrosauri, avendo una batteria dentale simile.
L'hipsilofodonte più completo di Galve rappresenta un nuovo genere e una nuova specie, ancora senza nome e ancora in fase di studio, simile all'Othnielia del Giurassico superiore degli Usa. Questo esemplare fu studiato per la prima volta da José Ignacio Ruiz-Omeñaca (ovvero Ome dell'equipe paleontologica del MUJA) per la sua tesi di laurea nel 1996.

Appartenente alla famiglia dei driosauri il team Herrero ha trovato un frammento di femore di Valdosaurus. Esemplari simili, in Spagna, sono stati ritrovati non molto lontano da Galve, nella zona di Salas de Los Infantes (Burgos).
Gli Herrero hanno ritrovato anche resti di dinosauri della famiglia degli iguanodonti: l'Iguanodon atherfieldensis, una specie di piccole dimensioni (6, 7 metri di lunghezza) e l'Iguanodon bernissartensis, una specie di grandi dimensioni (fino a 11 metri di lunghezza).

Al museo di Galve si possono ammirare anche i resti di uova di dinosauro (Macroolithus turolensis), ambra, e mammiferi, come il Parendotherium herreroi, il primo mammifero mesozoico ad essere identificato in Spagna (indovinate un po' chi l'ha trovato...)

Un altro importante fossile trovato da José Maria è la Crusafontia cuencana, un driolestide mesozoico riconosciuto come l'ultimo rappresentante europeo di questa specie. Abbondante nel Giurassico, si è estinto in Europa per continuare la sua storia evolutiva nel Cretaceo dell'Asia e del Sud America.

Al museo si possono osservare al microscopio i microfossili collezionati personalmente da José Maria: microvertebrati, denti piccolissimi di coccodrilli e alghe; resti vegetali di conifere (Classopolis sp.) e altre piante testimoni delle condizioni climatiche del Cretaceo inferiore.

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La famiglia Herrero, nei vari giacimenti, ha trovato anche resti di Condritti (pesci cartilaginei) e Osteitti (pesci ossei).
Ai Condritti appartengono gli squali, che a Galve risalgono al Cretaceo (Barremiano inferiore). Nel 1982 Estes e Sanchiz hanno identificato in paese una nuova specie di Hybodontidae, il Lissodus microselachos. Sono stati trovati anche abbondanti resti di Scyliorhinidae, di Lamniformi della famiglia Cretoxyrhinidae e un nuovo Rinobatidae, il Celtipristis herreroi, descritto nel 1999 dal paleontologo tedesco Jurgen Kriwet.

Riguardo agli Osteitti ritrovati a Galve gli studi sono ancora all'inizio, per adesso sono stati identificati tre gruppi di pesci risalenti al Cretaceo inferiore, tutti estremamente tolleranti alle fluttuazioni di salinità, che potevano quindi vivere sia nell'acqua di mare che in quella dolce (fiumi e laghi): i Semionotiformi, che avevano il corpo ricoperto di squame e denti rotondeggianti capaci di triturare conchiglie e coralli; i Picnotiformi, che somigliano ai pesci delle attuali barriere coralline, con corpo discoidale, squame solo nella parte anteriore e molari allargati nel palato; e gli Amiiformi, pesci di grandi dimensioni, predatori che si nutrono di altri pesci, che sono sopravvissuti fino ad oggi.

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Al museo sono esposti anche fossili di anfibi (rane e salamandre), di tartarughe, lucertole, e rettili volanti. Negli anni ‘90 José Maria ha trovato la falange dell'ala destra di un rettile volante di grandi dimensioni, che è stata comparata con quella dello Dsungaripterus weii, uno pterosauro del Cretaceo inferiore cinese con 3.4 metri di apertura alare. La falange di Galve è il 33% più grande di quella cinese, quindi è ipotizzabile che la sua apertura alare potesse arrivare a 4 o 5 metri!

Dopo aver contemplato tutti questi fossili, chiacchierato a lungo con Miguel Angel, usato il microscopio per i microfossili, pensavo di aver visto tutto quello che c'era da vedere a Galve, ma mi sbagliavo...nella zona, infatti ci sono anche la bellezza di nove giacimenti di tracce di dinosauro... questo proprio non me lo aspettavo!

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Così Miguel Angel mi accompagna da Jesus Herrero (ehi, dove ho sentito già questo cognome?) che è la guida ufficiale per visitare i giacimenti icnologici, anche perché non esiste nessun cartello indicatore e trovarli da soli sarebbe impossibile. Con l'auto raggiungiamo il giacimento più importante, Las Cerradicas (che significa "piccolo recinto") risalente al Barremiano inferiore. Qui si possono osservare tracce di dinosauro con camminata quadrupede tra le più antiche del mondo. Nella stessa formazione ci sono anche ossa sparse, guardando con maggiore attenzione, individuo una parte di costola di dinosauro e frammenti di carapace di tartaruga. A Las Cerradicas sono state identificate bel 63 tracce lasciate da 9 differenti individui di sauropode di piccola taglia, 12 teropodi grandi, 6 piccoli e 3 ornitopodi. Il giacimento è stato studiato dal paleontologo spagnolo Felix Perz Lorente, con il quale Jesus ha partecipato ad una campagna di scavo in Marocco.

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I rilievi per misurare la velocità del dinosauro

Da Las Cerradicas ci spostiamo verso un altro giacimento di tracce chiamato Rio Bajos, che si trova proprio nel parco cittadino. C'è un po' di trambusto perché oggi la televisione d'Aragona è arrivata a Galve per intervistare José Maria Herrero. Mi faccio avanti, voglio conoscere quest'uomo incredibile che ha trovato così tanti fossili importanti. Mi presento, gli dico che voglio scrivere un articolo per PaleoNature in Italia, queste parole incuriosiscono il reporter d'Aragona e...insieme al nostro paleofotografo, da intervistatori diventiamo intervistati!

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José Maria Herrero è un signore simpaticissimo, ha 83 anni, occhi furbi e una gran voglia di continuare a cercare i dinosauri. Mi spiega che Miguel Angel e Jesus sono i suoi figli, e Juan Manuel (il signore del bar) è suo nipote, e come dal loro sforzo congiunto oggi Galve è un Parco Paleontologico all'interno del Parco Culturale del Maestrazgo, inserito nel circuito dei Geoparchi Europei.

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José Maria Herrero


Aldilà dei dinosauri, ricostruiti nel parco a grandezza naturale, la zona è davvero suggestiva. Per arrivare al giacimento Rio Bajos, ci inoltriamo in un bosco di pioppi e arriviamo ad un punto lungo il fiume dove c'è la ricostruzione dello pterosauro di Galve. A Rio Bajos ci sono molte impronte di teropode, alcune delle quali mostrano l'impressione del metatarso. Questo è il giacimento più antico della provincia di Teruel e risale al Giurassico (Titoniano).

Pensavo di visitare Galve in poco tempo, invece tra museo, tracce e giacimenti si è fatto pomeriggio inoltrato...il mio stomaco (e quello degli altri visitatori) comincia ad emettere brontolii che richiedono la mia attenzione. E' un attimo, ci guardiamo tutti senza parlare, e...dietro front! Tutti in piazza, a provare la cucina del ristorante... naturalmente, da "Herrero"!!!

Sito Web Museo Galve


 

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