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All'Inseguimento del C. Megalodon a Venice Beach

di Nando Musmarra

Paleoart Loana Riboli

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Immaginate una città piena di ponti e canali, con agili imbarcazioni guidate da allegri gondolieri che improvvisano melodie italiane, una città in cui ogni palazzo sembra sorgere della acque... oops... ho sbagliato VENICE... chiedo venia, ricomincio daccapo.

 

Immaginate una lunghissima spiaggia luccicante, dove la schiuma bianca delle onde crea un netto contrasto con il mare caraibico, con tonalità che vanno dall'azzurro al verde smeraldo, con acque cristalline dove, tra ibis ed aironi, i bagnanti oltre a pescare, tuffarsi e rosolarsi al sole, compiono uno strano rituale abbassandosi continuamente per  prendere qualcosa: non si tratta di conchiglie, ma di oggetti aguzzi di forma triangolare, a volte taglienti come seghetti!  Si tratta dei denti fossilizzati di squali che, oggi come alcuni milioni di anni fa, vivevano in questa zona.

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E' davvero piacevole passare una giornata su questa lingua di sabbia, ma è ancor più divertente, dopo una nuotata, trascorrere un po' di tempo a cercare denti fossili di squalo. Venice è un'elegante citta' a sud di Sarasota che ha fatto di questi fossili il proprio simbolo, al punto che il locale Ufficio del Turismo regala un sacchetto colmo di denti di squalo a tutti quelli che si fermano per le informazioni.

Tutta la zona è ricca di fossili. E' possibile trovare i denti di squalo sulla spiaggia, o tra il calcare sbriciolato con cui sono pavimentati i parcheggi dei ristoranti e dei pontili. La ricerca di fossili è da sempre uno sport molto popolare in Florida, e con i vari uragani e tempeste tropicali che si susseguono ogni anno, le possibilità di ritrovamento aumentano a dismisura.

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Elaborazione grafica di Nando Musmarra

DOVE CERCARE

A sud di Tampa è possibile rinvenire denti di squalo un po' dappertutto; una delle più alte concentrazioni si trova nell'area che va da Osprey, appena a nord di Venice, fino a Manasota Key, un'isola qualche miglio più a sud, unita alla terraferma da un ponte. E' questa la striscia di sabbia che ha dato alla zona il titolo di capitale mondiale dei denti squalo.

Le località dove avvengono i migliori ritrovamenti sono tre, tutte attrezzate con bagni e spogliatoi; il parcheggio dell'auto e l'accesso alle spiaggie sono gratuiti:

 

1 ) Lo specchio di mare antistante la spiaggia principale di Venice. Qui si possono cercare denti fossili anche solo con maschera e pinne alla profondità 2-5 metri. Molti giganteschi denti di Carcharocles megalodon sono stati trovati in questo modo. Alcuni fortunati cercatori portano a casa denti di squalo di considerevoli dimensioni nuotando lungo la riva aiutandosi solo con un colino per la pasta. Cercare direttamete sulla spiaggia puo' portare a trovare denti di notevoli dimensioni, bisogna pero' considerare che la concorrenza e' alta.

 

2) La seconda area, si trova poche miglia più a sud, a Caspersen beach, dove c'è una serie di secche profonde circa 6 metri che, per decenni, sono state i luoghi preferiti dai subaquei in cerca di fossili. La recente individuazione di una nuova banchina fossilifera che si trova un po' più a largo ad una profondità di 8 metri circa, ha permesso di riportare alla luce un numero impressionante di denti di C. megalodon, il grande squalo estinto lungo circa 12-14 metri, che da queste parti chiamano amichevolmente Meg.

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Risalendo mezzo miglio a nord, all'altezza del pontile vicino al piccolo aereoporto, la profondità dove si trovano le secche fossilifere diminuisce, così basta arrivare ad immergersi a 5 metri di profondità per trovare fondali misti di rocce e sabbia. E' proprio in questa sabbia che, scavando con le mani nude per qualche centimetro, si possono trovare denti di Carcharocles megalodon della grandezza media di 7- 10 cm. Le temperature dell'acqua sono miti quasi tutto l'anno, anche se per le immersioni sono preferibili i mesi che vanno da maggio a novembre. Per avere una visibilità ottimale sott'acqua è meglio scegliere le giornate con il mare calmo e senza vento.

E' molto semplice individuare il punto esatto dove si trovano le secche fossilifere, basta seguire le barche dei cercatori con una propria imbarcazione, oppure cercare i palloni da sub sparsi nel mare a 150-200 metri lontano dalla riva: state pur certi che tutti quei subacquei non stanno pescando altro che... denti di squalo!

A Caspersen beach, nonostante la concorrenza, è molto gratificante anche la ricerca sulla spiaggia. Qui i denti tendono ad essere piu' levigati ed arrotondati, mentre continuando a camminare verso il pontile (nord) i denti di squalo sono più grandi ed assolutamente perfetti.

 

3) La terza area si trova qualche miglio più a sud. Partendo da Venice, si imbocca la Statale 41 (Tamiami trail) in direzione sud, si percorre il piccolo ponte che collega la terraferma a Manasota Key e si scende fino al Blind Pass, dove è possibile parcheggiare. Su questa spiaggia i denti di squalo e di razza tendono ad essere molto numerosi.

 

COSA CERCARE

A parte l'inconfondibile e più raro Carcharocles megalodon, la maggior parte dei denti appartengono alle seguenti specie (per dovere di cronaca riporto il nome in inglese con il quale i fossili vengono chiamati localmente: è necessario sapere di cosa si parla, visto che troverete molti cercatori impazienti di mostrarvi i loro migliori ritrovamenti e curiosi di dare una sbirciatina ai vostri):

 

Nurse shark - Ginglymostoma

Sand shark - Odontaspis cuspidata

Mackerel shark - Otodus obliquus

Great white shark - Carcharodon carcharias

Mako shark - Isurus (Cosmopolitodus) hastalis

Bull shark - Carcharhinus leucas

Dusky shark - Carcharhinus obscurus

Sharp-nosed shark - Rhizoprionodon terrae-novae

Lemon shark - Negaprion brevirostris

Snaggletooth shark - Hemipristis serra

Tiger shark - Galeocerdo cuvieri

 

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Nella zona, oltre ai denti di squalo, sono comuni i resti fossili di cetacei e di sirenidi (Metaxytherium) cosi' come i denti e le placche dermali di edentati (Holmesina septentrionalis e Glyptoterium), unghie e denti di Megalonyx, Eremotherium, Glossotherium; vertebre e denti di proboscidati (Ambelodon, Cuvieronius, Mammuthus columbi, Mammuthus meridionalis).

Per quanto riguarda le razze, si trovano non solo denti isolati, ma anche interi pavimenti dentali, placche dermali e spine caudali di Myliobatidae e Dasyatidae; molti anche i resti fossili di altri pesci, come il Pogonias cromis, il Diodon, il Lepisosteus, lo Spyraena; denti, corna e zoccoli di mammiferi come il Paleolama, l'Odocoileus, il Bison antiquus, il Nanippus e l'Equus; speroni e parti di carapace di varie specie di tartarughe, sia di ambiente marino che terrestre.

Si possono anche trovare denti, unghie, placche dermali e coproliti di alligatori e coccodrilli  (Alligator mississippiensis e Gavialosuchus).

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Esempio dei fossili della zona - La moneta di 1 Euro a sinistra va usata come scala

 

COME CERCARE

Tutti possono trovare i resti dei cetacei, ed anche la sagoma dell'inconfondibile dente di C. Megalodon e' impossibile da equivocare, ma la maggior parte dei denti vengono trovati setacciando le spiagge con quella che gli "snowbirds" (coloro che dalle regioni fredde del nord degli USA vengono a svernare in Florida) chiamano "Florida snow shovel", cioè "paletta della neve della Florida". Si tratta di un retino di alluminio con un lungo manico e con una lama non tagliente; uno strumento simile a quello che usavano i pescatori di telline e vongole nei litorali sabbiosi italiani; in Florida, questo retino è privo dei denti metallici, e la rete tradizionale è sostituita da una rete zincata.

I cercatori setacciano la sabbia nell'acqua bassa vicino alla riva, poi ne depongono i detriti sul bagnasciuga aspettando che le onde li ripuliscano. Appena individuato, il fossile viene conservato in contenitori di sicurezza che vanno dal bicchiere di coca-cola del cercatore improvvisato, a buste e bustine di varie dimensioni, fino alle borracce da ciclisti: insomma, qualsiasi cosa è buona per conservare i piccoli tesori appena trovati!

 Florida snow showel

Altro ottimo metodo di ricerca consiste nel passeggiare sul bagnasciuga cercando con maggiore insistenza dove la sabbia è più scura, quasi nera. Non dimenticate di dare uno sguardo più attento alle concentrazioni di sassolini e conchiglie spiaggiate e dove altri cercatori hanno dilavato i loro detriti: presi dalla foga della ricerca, potrebbero aver dimenticato qualcosa d'importante.

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La concorrenza e' davvero forte sulla spiaggia...Wink


 

Il susseguirsi delle varie fasi delle maree aumenta la possibilità di trovare fossili. Il momento migliore è quando la marea è al suo massimo ed incomincia a scendere. Sembrerebbe un controsenso, ma i ritrovamenti più eclatanti avvengono se c'è meno spiaggia esposta, perchè, quando l'acqua comincia a recedere, porta via con se un sottilissimo strato di sabbia lasciando scoperti i denti.

E' fondamentale essere i primi a cercare nel nuovo strato di sabbia nel momento esatto in cui l'acqua comincia a recedere. E' proprio sotto l'orlo dell'onda che si nascondono i denti migliori.

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Durante la bassa marea, anche se la spiaggia da ispezionare è molto più estesa, molti altri già avranno già camminato nell'area che vi interessa, raccogliendo ovviamente i denti più grandi.

Questo miracolo della natura, cioè l'avvicendarsi delle fasi della marea, si ripete ogni 11 ore circa.

Se il tempo è bello sono dunque solo le maree a dare una mano scoprendo i denti nascosti nella sabbia, ma se avrete la fortuna di capitare in spiaggia dopo un violento temporale seguito da vento teso, le possibilità di ottimi ritrovamenti aumenteranno in maniera esponenziale.

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Il sole della Florida è abbagliante, per cui molti preferiscono cercare i denti usando occhiali scuri. Anche se la cosa è soggettiva, ho sperimentato che le tonalità che vanno sul blu e sul marrone tendono a diminuire il contrasto, nascondendo i denti di squalo, mentre le tonalità sul grigio scuro sembrano mettere in decisamente in risalto i fossili.

 

Forse alcuni di voi troveranno risibili queste tecniche, ma vi assicuro che fanno la differenza tra il tornare in albergo con un semplice sacchettino di denti piccoli ed erosi, oppure con un secchiello pieno di denti, dentro il quale affondare entrambe le mani, provando la stessa sensazione di Zio Paperone quando le immergeva nelle monete d'oro del suo deposito!

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Indossate sempre un cappellino protettivo, la Florida e' alla stessa latidudine del sud del Marocco. Anche se sembra che tutto proceda tranquillamente su queste meravigliose spiaggie tropicali, non e' da sottovalutare il pericolo dei fulmini che cadono in grande quantità prima dei temporali: in questo caso è consigliabile ripararsi nella propria automobile rimandando l'escursione. Non son da prendere a cuor leggero neppure le punture delle formiche rosse, qui chiamate "fire ants", un vero e proprio flagello. Si tratta di una specie particolare di formiche di "fuoco" che, se disturbate nel loro formicaio, attaccano il malcapitato provocandogli dolori simili a bruciature di sigarette. L'acido formico provoca, nelle persone allergiche, un vero e proprio shock anafilattico, che puo' portare alla morte per asfissia o per crisi cardiaca. Per fortuna non tutte le formiche che incontrerete in Florida sono fire ants, ma nel dubbio, se vedete un formicaio...statene LONTANI!!!

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La sagoma (in nero) della Florida odierna correlata alla massima espansione delle terre emerse (in marrone) durante le glaciazioni -  In verde l'estensione delle terre emerse duranti i periodi di trasgressione marina - Elaborazione grafica di Nando Musmarra

 

Perchè si trovano tanti denti di squalo? E come mai ci sono tanti fossili di mammiferi nel mare della Florida?

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Gli ultimi 3 milioni di anni in Florida - Rielaborazione grafica di Nando Musmarra

 

La storia geologica della Florida, dal Miocene ai giorni nostri, è stata caratterizzata dall'alternanza di periodi di trasgressione marina (con le acque che durante i periodi interglaciali arrivavano a coprire quasi completamente la parte sud della penisola) a periodi di forte regressione del mare durante le glaciazioni (con le terre emerse che arrivarono ad estendersi fino a circa 150 km rispetto al litorale odierno). Si e' formata cosi' un'alternanza di strati sedimentari, spesso poco potenti, che antichi fiumi, oggi scomparsi, hanno continuamente attraversato negli ultimi milioni di anni, distribuendo i denti di squalo e gli altri fossili lungo il litorale. Anche la forza dei marosi e delle correnti dell'oceano che ogni giorno liberano i denti e gli altri fossili, sia d'origine marina che terrestre, dai sedimenti sottomarini che li contengono, contribuiscono ad aumentare la grande concentrazione di fossili.

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L'intera successione stratigrafica della storia geologica della Florida degli ultimi cinque milioni di anni, è stata studiata e descritta negli anni '70 da Edward J. Petuch, che ha avuto il privilegio di passeggiare sul fondo di questo antico oceano nella storica cava APAC (Ashland Oil Company) vicino Sarasota. Nel suo libro "The edge of fossil sea", Petuch racconta di aver camminato su milioni di conchiglie e coralli perfettamete conservati, la cui diversità era così ricca, che in un solo pomeriggio fu possibile collezionare più di 400 specie di conchiglie, la maggior parte delle quali risultarono essere specie nuove.

E' possibile dare uno sguardo alla stratigrafia della famosa cava al Museo di Storia Naturale di Gainesville, dove sezioni di questa e di altre successioni geologiche, sono in mostra permanente. E' assolutamente incredibile il numero di fossili marini presenti per decimetro cubo!!!

Il Museo, completamente ristutturato nel 2004, offre una prospettiva geologica di tutta la Florida, con particolare attenzione alle conchiglie, ai denti di squalo, ai comunissimi lamantini ed ai mammiferi autoctoni.



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Venice shark tooth festival

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Molti residenti dell'area di Venice considerano, oltre al golf e alla pesca, cercare denti di squalo fossili il loro hobby preferito. Questi appassionati, insieme ad altri provenienti da tutti angoli degli Stati Uniti, si ritrovano ogni anno ad aprile per il coloratissimo Venice Shark Tooth Festival, una vera e propria "fiesta" dedicata interamente alla ricerca, all'esposizione e alla vendita dei denti fossilizzati degli antichi predatori del mare.

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I prezzi dei fossili tendono ad essere decisamente più abbordabili di quelli a cui siamo abituati in Italia, e i venditori e gli appassionati saranno fieri di mostrarvi le loro collezioni personali, composte da rarità come i denti di Charcarocles patologici, o dalle piu' comuni costole di balena fossili fortemente incise dai segni dei morsi degli squali.

Per informazioni sul prossimo Shark Tooth Festival di Venice, contattare la Camera del Commercio di Venice:

 

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SHARK FACTS

 

Dopo aver parlato di squali fossilizzati, che ne dite dare un'occhiatina alle abitudini di quelli vivi?

Innanzitutto, nel malagurato caso di un incontro ravvicinato è meglio cercare di svignarsela, che aspettare che lo squalo apra la bocca e cercare di identificare di che specie si tratta... meglio essere prudenti che contribuire con le nostre ossa, nel frattempo fossilizzatesi, a dilettare i paleontologi del futuro!!!

Personalmente ho incontrato delfini, pesci martello e qualche razza; di squali, fortunatamente, nemmeno l'ombra. I recenti attacchi sono avvenuti in acque molto lontane da Venice, precisamente nella zona  nord-ovest della Florida, vicino Pensacola. Secondo il Center for Shark Research, nella contea di Sarasota, che e' quella che ci interessa per le immersioni in cerca di fossili, dal 1812 ad oggi sono stati documentati "solo" quattro attacchi ai danni dell'uomo, di cui nessuno mortale.


 

La maggior parte degli squali è pericolosa per gli esseri umani:

FALSO! Delle 350 o più specie di squali, più dell' 80% sono innocue o comunque incapaci di far del male agli esseri umani: considerate che circa un centinaio di specie di squali si nutre di microrganismi come il plancton. Un'altra grande parte di squali vive a profondità difficilmemte visitabili dall'uomo, altre specie, sono troppo piccole per essere considerate un pericolo per gli esseri umani, altre specie ancora, come lo squalo nutrice, hanno un tipo di dentatura che non può ferire l'uomo. Restano una dozzina di specie che hanno la stazza ed anche il carattere aggressivo per attaccare l'uomo, e di tutte di queste, solamente tre specie sono risultate recidive negli attacchi di cui ogni tanto parlano le cronache: lo squalo toro, lo squalo tigre ed il famigerato grande squalo bianco.


 

Durante l'arco della sua vita uno squalo può perdere fino a 25.000 denti:

VERISSIMO!!! Lo squalo è dotato, oltre alle file funzionali, di almeno altre sette file di denti di riserva che rimpiazzano continuamente quelli che cadono o che perde mentre voracemente morde la sua preda. Secondo il Center for Shark Research uno squalo perde e sostituisce dai 10.000 a 25.000 denti durante l'arco della sua vita che può durare anche 25 anni: ecco spiegato il motivo del perchè troviamo tanti denti fossili !!!


 

Gli squali amano il sangue umano:

FALSO! La maggior parte di squali non sembra essere particolarmente interessata al sangue di mammiferi, anzi sono più attratti dal sangue di altri pesci.


 

Gli squali mangiano di tutto, sono dei veri e propri spazzini del mare:

NON OFFENDIAMO GLI SQUALI! La maggior parte di essi preferisce mangiare invertebrati, conchiglie o pesci. Alcune specie predano gli altri squali oppure i mammiferi marini; i restanti si cibano esclusivamente di plancton.

 


Gli squali mangiano continuamente:

ASSURDO! La quantità di cibo e la frequenza dei pasti dipende dal loro metabolismo e la disponibilità di cibo. Ad esempio, squali di piccole dimensioni, mangiano al giorno solo il 2% del loro peso.


 

Lo squalo balena, il più grande di tutti gli squali è un vorace predatore:

NIENTE DI PIU' FALSO! Lo squalo balena, il più grande pesce vivente, si alimenta esclusivamente di plancton, come le balene.


 

E' facile incontrare il grande squalo bianco comunemente sulle spiagge frequentate dai bagnanti:

BUGIA! Gli squali bianchi sono grandi predatori ma fortunatamente preferiscono acque fredde e lontane dalle rive.


 

Gli squali sono stupidi ed hanno il cervello grosso come una nocciolina:

SBAGLIATO! Il cervello degli squali è relativamente grande, ed è comparabile, in grandezza, a quello di animali apparentemente più avanzati come i mammiferi ed uccelli. Gli squali possono anche essere addestrati.


 

Gli squali non vivono in acqua dolce:

SCORDATEVELO! Lo squalo toro (Carcharhinus leucas) ha uno speciale sistema osmoregolatore che lo aiuta negli improvvisi cambi di salinità e lo fa passare con disinvoltura dalle acque dolci a quelle salate e viceversa.


 

La maggior parte degli squali nuota ad altissima velocità:

FALSO! Anche se alcuni squali possono raggiungere i 20 nodi l'ora (37 km orari), la maggior parte di essi nuota molto lentamente avanzando ad una velocità media di meno di 5 nodi (9 km orari).


 

La carne di squalo è tossica se ingerita:

SBAGLIATO! A parte qualche fenomeno di allergia, la carne di squalo è sicuramente edibile per gli umani e, purtroppo, alcuni popoli la considerano una prelibatezza.

 


 

Gli squali hanno una vista non molto sviluppata:

ERRORE! Gli occhi degli squali sono in grado di distinguere i colori e, secondo il Research Center della Florida, la loro vista è sette volte più potente di quella degli umani.


 

Gli squali sono animali resistentissimi:

NON E' VERO! Lo squalo è, al contrario del pesce spada, uno dei pesci che offre meno resistenza una volta allamato; non da quindi nessuna soddisfazione nella pesca sportiva.


 

Gli squali sono pesci inutili:

NIENTE DI PIU' SBAGLIATO! Gli squali sono una parte fondamentale degli ecosistemi marini, indicatori di acque pulite e non inquinate; essi sono una fonte utilissima per la conoscenza, per aiutare l'ambiente e conseguentemente per aiutare l'umanità a vivere in un mondo più pulito.


 

Per maggiori informazioni: Center for Shark Research, Mote Marine Laboratory,

1600 Ken Thompson Laboratory, Sarasota, FL

 

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E il pescatore dov'e'? Forse lo ha divorato uno squalo...Tongue out




Quest'articolo e' dedicato a Vito Bertucci (1957-2005), uno dei piu' grandi cercatori di denti di C. Megalodon di tutti i tempi


Nando Musmarra © 1999-2008


 

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